Strategia energetica nazionale: i piani del governo. Quando si parla di fotovoltaico, l’Italia può vantarsi di essere ai primi posti in Europa. Terza per consumo di energia da fonti rinnovabili; ben oltre la media europea se si considera il mercato dell’elettricità; seconda in classifica per incremento dell’energia derivata da fonti rinnovabili, insieme alla Gran Bretagna e solo dopo la Germania. Tutto merito di una strategia energetica nazionale che negli ultimi anni ha puntato fortemente sulle rinnovabili. All’inizio del boom dei pannelli fotovoltaici, lo Stato ha investito sui contributi per la loro costruzione e diffusione. Poi, con il graduale abbassamento dei prezzi, l’incentivo si è trasformato in una detrazione e si è economicamente trasferito sulla produzione di energia. Con la giusta attenzione, quindi, investire nel green per la tua casa sarà molto conveniente. Per il futuro del pianeta ma anche, ovviamente, del tuo portafoglio con una drastica riduzione delle bollette di Luce e Gas, se non addirittura staccarsi completamente.

Strategia energetica nazionale: un lungo percorso

L’ultima strategia energetica nazionale è del 2019. Si lega agli obiettivi europei programmati per un lasso di tempo più ampio e sembra aver risolto alcune contraddizioni che il nostro paese portava avanti da troppo tempo, basti pensare all’investimento o meno sugli idrocarburi con conseguente trivellazione. Queste sono in generale le linee programmatiche della strategia:

  • Aumento della diffusione delle energie rinnovabili, sia termiche sia elettriche che per trasporti;
  • Efficientamento energetico, cioè riduzione dei consumi con l’aggiornamento degli edifici;
  • La completa decarbonizzazione del sistema elettrico entro il 2025;
  • L’aumento degli investimenti per l’energia pulita.

Strategia energetica nazionale: gli obiettivi

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